Prima, molto tempo prima di Porto Rotondo c'era
"Poltu Ridundu"; un luogo abitato da sempre. Al centro della penisola di
Rudalza, nei dintorni dell'attuale via d'accesso al villaggio, c'e' un'area ricca di
tafoni (rocce cave) dove, recentemente, sono state rinvenute ceramiche preistoriche di
straordinario interesse. Ma in tutta la zona vi sono tracce della frequentazione dell'uomo
a partire dall'eta' del bronzo.
Lo testimoniano i ruderi di un nuraghe situato nella parte piu' alta di Punta Nuraghe. E'
probabile che questa struttura, oltre ad essere una fortezza strategica, fosse anche
utilizzata per la pesca ed i traffici marinari.
D'altra parte i sardi nuragici erano grandi navigatori come testimonia la quantita' di
bronzetti stilizzati raffiguranti navicelle e risalenti a quell'epoca. E, nello specchio
d'acqua prospiciente Punta Nuraghe, nel Golfo di Cugnana, la Soprintendenza Archeologica
ha recuperato un'ancora nuragica trapezoidale in granito, con un unico foro e decorata con
nove righe di punti incisi.
Questa scoperta ha suscitato grande interesse poiche' l'ancora di Punta Nuraghe e'
ritenuta tra le piu' antiche del Mediterraneo sia orientale che occidentale e costituisce
un ottimo indizio di un possibile approdo antico su questa costa. All'eta' romana
risalgono, invece, le due colonne appena sbozzate che svettano all'ingresso del porto,
provenienti dalla vicina cava di granito.
I grandi massi venivano trasportati in continenti sui bastimenti che, da sempre,
attraccavano a Porto Rotondo. Da qui partivano navi cariche di olio, grano e altre
mercanzie.
Era un porto facile da raggiungere, riparato e nascosto, molto utilizzato dagli antichi
Romani che, con il granito estratto dalle cave di Porto Rotondo, realizzarono molti
monumenti in Italia e all'estero.
Nel Medioevo la penisola rudalzina faceva parte dell'area di pertinenza di Villa Maior,
uno dei maggiori centri della curatoria fundimontana. Nel suo territorio rientravano le
odierne regioni di Cugnana e di Rudalza, dove non mancano ruderi piu' o meno significativi
di insediamenti umani. Dai ruderi sparsi, affiorati soprattutto in Campu Maiore, nella
parte sud di Rudalza, pare proprio che Villa Maior fosse articolata in piu' nuclei
abitati.
Dagli inizi del'700 si e' registrato un graduale ripopolamento della zona, grazie
all'insediamento di varie famiglie di contadini, pastori, scalpellini e mercanti la cui
attivita' gravitava sul porto della localita' che allora si chiamava Poltu Ridundu. |
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